Giovedì, 17 Ottobre 2013 17:41

I cugini Russo 'Controllori' istituzionali del fenomeno ecomafie e 'compagni di strada' di Cosentino e Cesaro

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I cugini Russo 'Controllori' istituzionali del fenomeno ecomafie e 'compagni di strada' di Cosentino e Cesaro

I cugini Paolo ed Ermanno Russo, originari di Mariglianella nell'area nolana, 'controllori' istituzionali dei fenomeni criminali legati allo smaltimento dei rifiuti in Campania negli anni 2000 – 2006.

Le responsabilità politiche dei 'padroni' dell'area nolana dagli anni duemila a oggi.

I ruoli ricoperti dai due esponenti del PSDI prima, di FI e del PDL poi nell'ambito del sistema di gestione e controllo del Commissariato Straordinario per l'Emergenza Rifiuti in Campania ai tempi di Bassolino e Catenacci.

(nalla foto: L'on. Paolo Russo, il sindaco di Nola Geremia Biancardi e l'on. Nicola Cosentino all'inaugurazione della NTV di Gianni Punzo)

Il deputato Paolo Russo, già parlamentare di Forza Italia dal 1996 (nello stesso anno venne eletto anche il suo compagno di partito, prima nel PSDI poi in Forza Italia e nel PDL, Nicola Cosentino) e membro della Commissione Bicamerale di Inchiesta sul Ciclo Rifiuti fin dal novembre 1998, viene eletto nel 2001 presidente della stessa Commissione.

Mantiene l'incarico fino allo scioglimento delle camere nel 2006. Nelle tre successive legislature lo stesso on. Russo resta quale membro della Commissione Bicamerale di Inchiesta sul Ciclo Rifiuti fino al marzo del 2013.

Con la XVII legislatura la Commissione Bicamerale di Inchiesta sul Ciclo Rifiuti non risulta ancora nell'elenco delle commissioni sul sito istituzionale del Parlamento Italiano.

Ermanno Russo, cugino dell'on. Paolo Russo, è consigliere regionale della Campania dal 1990 (prima con il PSDI, poi Forza Italia, poi PDL) e attualmente è assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania.

Tra il 2000 e il 2005, durante la prima presidenza Bassolino (e del Commissariamento al Ciclo Rifiuti dello stesso Presidente della Regione prima e poi di Corrado Catenacci), ricopre l'incarico di presidente della Commissione Anticamorra della Regione Campania.

Dalle brevi schede biografiche dei due cugini mariglianesi si evince che entrambi, nel periodo più 'buio' della gestione dei rifiuti in Campania, hanno ricoperto importanti incarichi di controllo e verifica sull'attività della criminalità organizzata rispetto anche, Paolo soprattutto, alla questione rifiuti.

Negli stessi anni, dal 2000 al 2006, come si evince da numerose inchieste giudiziarie che hanno coinvolto sia gli ex Commissari Straordinari per l'emergenza rifiuti in Campania Antonio Bassolino, Corrado Catenacci e Guido Bertolaso che gli esponenti del PDL Nicola Cosentino e Luigi Cesaro, le ecomafie gestirono lo smaltimento illegale di rifiuti urbani e tossici in Campania accaparrandosi contemporaneamente appalti e commesse per conto del Commissariato (attraverso mezzi illegali) avendo come principali referenti politici, stando alle risultanze di indagine, proprio Nicola Cosentino e Luigi Cesaro.

Parimenti non si può negare che l'on. Russo ha avuto strettissimi rapporti politici, nella direzione politica campana del movimento di Silvio Berlusconi, negli anni duemila, proprio con Cosentino e Cesaro. Con Cesaro l'accordo politico dura dalla fine degli anni novanta.

I cugini Russo appoggiarono Giggino a' Purpetta fin dalla candidatura alle elezioni europee del 1997 e da ultimo nella nomina a candidato del centrodestra per la poltrona di presidente della provincia di Napoli, tanto che il Cesaro, grato ai Russo per l'appoggio politico, avviò la sua campagna elettorale del 2009 proprio a Nola.

Una volta installatosi sulla poltrona di Presidente della Provincia di Napoli nomina assessore all'ambiente un mariglianese 'indicato' proprio dall'on. Paolo Russo. Che a Paolo Russo interessi l'ambiente, in ambito istituzionale, è noto.

Dall'inizio degli anni duemila sono molti gli 'uomini a lui vicini' ad essere piazzati in consorzi pubblici e privati, autorità di bacino, ARPAC, amministrazioni comunali di territori interessati dall'impiantistica del ciclo integrato rifiuti.

Con Cosentino i rapporti dei cugini Russo vengono da ancora più da lontano; infatti con il deputato attualmente inquisito per associazione mafiosa hanno condiviso gli anni giovanili da dirigenti del movimento giovanile del Partito SocialDemocratico Italiano.

Ci basti citare, per evidenziare i rapporti quantomeno di stima dell'onorevole mariglianese nei confronti di Nicola Cosentino che quando il Cosentino ricevette la prima richiesta di custodia cautelare dalla DDA di Napoli, nel silenzio imbarazzante di molti esponenti campani e nazionali del PDL, fu proprio Paolo Russo che più si spese per ottenere il voto negativo nella Giunta per le Autorizzazioni a Procedere della Camera dei Deputati, dichiarando pubblicamente (a dicembre 2011 quando il Russo era ancora membro della Commissione di Inchiesta sulle Ecomafie tante fattispecie non poteva non conoscerle) che la richiesta di carcerazione a carico dell'amico Cosentino era avvenuta “prima della verifica di qualsivoglia responsabilità penale”.

Sull'operato dell'on. Paolo Russo come presidente della Commissione di Inchiesta sul ciclo rifiuti si può dire, tra l'altro, molto poco in quanto gran parte della documentazione e delle audizioni acquisite dalla stessa Commissione, soprattutto quelle riguardanti le dichiarazioni del Prefetto Catenacci (che pare parlò lungamente dei camorristi raccomandatigli al Commissariato per l'emergenza rifiuti dagli stessi politici membri della Commissione di Inchiesta), furono secretate e ancora oggi, nonostante non ci sia più sulla quasi totalità di quel materiale il segreto istruttorio (le inchieste derivanti da quelle acquisizioni o sono state archiviate o sono sfociate nei processi pubblici) tali documenti non sono stati resi pubblici.

Come dichiara il Prefetto Pansa alla Commissione di Inchiesta sul Ciclo Rifiuti:

“...per costruire una discarica abusiva, occorre una connivenza totale con la criminalità organizzata, che è il fattore legante e organizzativo. Ci vuole il coinvolgimento delle aziende (che forniscono i prodotti, soprattutto quando si tratta di discariche abusive di prodotti tossici), quindi degli imprenditori, di un sistema di autotrasporti, dei proprietari del terreno, di coloro che a quel terreno hanno accesso e anche di coloro che ne hanno visione. […] Durante il viaggio, questi prodotti (i rifiuti tossici frammischiati ai rifiuti urbani. NDR), in effetti, cambiavano natura dal punto di vista della documentazione: il meccanismo è sempre stato questo. Quindi, l’ipersensibilità e il coinvolgimento della politica locale (la difesa del territorio, giustamente, è sempre stato uno dei temi della politica locale), ha portato a una difesa del territorio un po’ suicida, che non dava alternative.”

Sulle responsabilità politiche dei Russo, e di Paolo in particolare, del disastro ambientale nel territorio dell'area nolana, per i ruoli istituzionali rivestiti, ci sentiamo autorizzati ad esprimere qualche certezza.

Anche perché dall'inizio degli anni duemila molte delle amministrazioni comunali (alcune funestate da fenomeni di infiltrazione camorristica) erano rette da esponenti politici locali molto vicini all'onorevole mariglianese.

Ciò che possiamo certamente affermare è che, mentre Nicola Cosentino e Luigi Cesaro, compagni di partito – e di percorso politico all'interno del partito – dei cugini Russo, creavano e gestivano il 'sistema rifiuti' in Campania tenendo rapporti quantomeno inopportuni con i clan camorristici, i due Russo occupavano incarichi istituzionali per i quali non potevano non conoscere anche solo elementi utili a fermare il disastro e 'controllavano politicamente' un territorio, attraverso anche le amministrazioni locali, che ancora oggi è oggetto di vere e proprie devastazioni ambientali.

Sulle eventuali responsabilità penali non è possibile, al momento, pronunciarsi.

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