Domenica, 29 Settembre 2013 15:14

Il Sistema Criminale di gestione del territorio a Nola. Parte Prima: il caso 'mandatopoli'

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Il Sistema Criminale di gestione del territorio a Nola. Parte Prima: il caso 'mandatopoli'

Il Sistema Criminale di gestione del territorio a Nola.

Un Sistema complesso e articolato profondamente radicato nelle istituzioni locali e nel tessuto sociale, imprenditoriale, economico, professionale del territorio.

Un sistema che si preoccupa di controllare maggioranze e opposizioni, sia istituzionali che politiche e associative.

Un sistema che ha come obiettivo il 'fare affari' a scapito del territorio basandosi su tre capisaldi: Corruzione, Connivenze, Contiguità.

PARTE PRIMA: IL 'CASO MANDATOPOLI'

 

Qualche organo di stampa locale l'ha definita 'mandatopoli' l'ultima (in ordine di tempo) inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica a carico dell'amministrazione comunale di Nola; una definizione, a giudizio di chi scrive, quantomeno riduttiva.

Diciamo ultima poiché sono almeno quattro (e il numero è approssimato per difetto) le 'grandi inchieste' avviate dal Procuratore Mancuso dal suo insediamento presso il Tribunale di Nola nel settembre del 2008; e il fatto che solo una di tali inchieste ha portato al rinvio a giudizio degli indagati (il caso di corruzione nella gestione degli appalti e affidamenti di manutenzione del Tribunale di Nola) e di come la stessa inchiesta sia stata gestita in sede istruttoria, dovrebbe essere anch'esso oggetto di approfondita e separata trattazione come aspetto, uno dei più inquietanti, del sistema di corruzione dell'area nolana.

Perché il sistema di corruzione a Nola e nell'area nolana che Articolo Tre denuncia da anni è, appunto, un SISTEMA; un sistema ampio, articolato e complesso, costruito dalla seconda metà degli anni ottanta che ha retto a tangentopoli e si è ulteriormente sviluppato durante la cosiddetta 'seconda repubblica'.

La trattazione delle forme, delle modalità, e dei protagonisti del sistema di gestione criminale del territorio è oltremodo complicata e comprende numerose fattispecie ancora oggetto di indagini da parte dell'Autorità Giudiziaria.

In tale sede ci limiteremo ad affrontare l'ultimo caso apparso alla ribalta delle cronache per pochi giorni e poi, come il resto degli accadimenti che 'nuocciono al sistema', è stato praticamente dimenticato dai media locali.

Cosa si è saputo del caso, riduttivamente (chissà se per una scarsa valutazione della situazione o per un preciso intento di 'contenimento' degli effetti della notizia) denominato 'mandatopoli'?

Secondo le ricostruzioni dei media locali una impiegata dell'Ufficio Mandati presso il settore Ragioneria Generale del Comune di Nola sarebbe coinvolta nell'emissione di mandati di pagamento irregolari per prestazioni da parte di diverse imprese, pagamenti che venivano incassati da imprese fornitrici di beni e servizi dell'ente comune e poi spartiti con 'i complici interni'.

L'amministrazione comunale del sindaco Biancardi ha tenuto a sottolineare che le cosiddette irregolarità contabili riguardano il periodo 2004/2009 – il periodo di amministrazione del compianto sindaco Felice Napolitano – e che la segnalazione delle irregolarità all'AG è avvenuta proprio dal dirigente del settore Ragioneria nominato dal sindaco Biancardi a seguito del pensionamento dell'ex ragionere generale Daniele Cutolo.

La stessa amministrazione comunale ha istituito una commissione speciale (che ad un mese dalla sua istituzione pare non sia ancora insediata) per la verifica della contabilità comunale in modo da far emergere irregolarità e responsabilità nella gestione di cassa dell'ente comune di Nola.

Dal quadro fornitoci dai media locali, pare che vi fossero alcuni dipendenti e dirigenti comunali che, sfruttando delle irregolarità gestionali risalenti all'amministrazione Napolitano (e operate dagli stessi dirigenti coinvolti), operavano dei reati contro la PA locale all'insaputa degli organi politici di indirizzo (sindaco e giunta comunale) e degli organi di controllo contabile (collegio dei revisori dei conti, nucleo di valutazione, consiglio comunale).

La versione del Sindaco Biancardi e dell'assessore al bilancio Antonio Russo, 'passata' senza contraddittorio alcuno sugli organi di stampa, delinea un quadro per il quale le irregolarità contabili volte alla truffa ai danni del Comune di Nola fosse opera di non meglio identificati dirigenti e degli impiegati dell'Ufficio Ragioneria e che anche l'avvio dell'indagine sia frutto di una azione di controllo espletata proprio per volontà dell'amministrazione comunale del sindaco Biancardi.

Articolo Tre ha elementi, che sono stati segnalati nel corso degli ultimi anni all'Autorità Giudiziaria e che sono ancora oggetto di indagini, per dimostrare che esiste una diretta responsabilità degli organi politici di indirizzo e controllo dell'Ente Comune di Nola nella regia del sistema di corruzione della città.

Proprio per salvaguardare il segreto istruttorio, per ora eviteremo di citare fattispecie che sono state rilevate durante la nostra attività di verifica delle irregolarità gestionali dell'amministrazione Biancardi, limitandoci a proporre ai lettori una serie di 'considerazioni' per le quali risulta impossibile che i fenomeni di corruzione presso l'Ente Comune di Nola possano essersi verificati senza quantomeno la connivenza dei rappresentanti politici dell'ente.

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