Lunedì, 30 Settembre 2013 10:12

Il Sistema criminale di gestione del territorio a Nola. Parte Terza: I dirigenti comunali 'fiduciari' del sindaco Biancardi

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Il Sistema criminale di gestione del territorio a Nola. Parte Terza: I dirigenti comunali 'fiduciari' del sindaco Biancardi

Il Sistema Criminale di gestione del territorio a Nola.

Un Sistema complesso e articolato profondamente radicato nelle istituzioni locali e nel tessuto sociale, imprenditoriale, economico, professionale del territorio.

Un sistema che si preoccupa di controllare maggioranze e opposizioni, sia istituzionali che politiche e associative.

Un sistema che ha come obiettivo il 'fare affari' a scapito del territorio basandosi su tre capisaldi: Corruzione, Connivenze, Contiguità.

PARTE TERZA: I DIRIGENTI COMUNALI 'FIDUCIARI' DEL SINDACO BIANCARDI

 

Abbiamo visto come la normativa più che permettere impone a sindaco, assessori e consiglieri comunali (di maggioranza e opposizione) il controllo sull'operato dei dirigenti e sulle spese dell'ente locale. Andiamo adesso ad analizzare la relazione tra l'attuale amministrazione e i dirigenti comunali nell'ente comune di Nola.

Nel 2009, anno della elezione della attuale amministrazione del Sindaco Biancardi, degli otto dirigenti 'interni' (cioè dipendenti del Comune di Nola) quattro andarono in pensione entro l'anno; uno, il ragioniere generale Cutolo (indicato, anche se non espressamente, come il principale responsabile del caso 'mandatopoli' in quanto 'capo' dell'ufficio ragioneria del comune), nel 2010 fece domanda di pensione e proprio il sindaco Biancardi lo mantenne nell'incarico.

Il ragioniere generale Cutolo, tra l'altro, riuscì ad andare in pensione nel 2011 ma sempre il sindaco Biancardi gli assegnò l'incarico di dirigente 'esterno' senza sostituirlo. Tutto ciò è potuto avvenire perché la norma prevede che, al di là che i dirigenti siano interni (dipendenti del Comune) o esterni (assunti direttamente dal Sindaco e dalla Giunta Comunale) le deleghe, cioè gli incarichi, vengono ad essi conferiti con apposita ordinanza sindacale emessa, nel caso di specie, a discrezione del sindaco Biancardi.

Dal 2010, quindi, il Comune di Nola ha avuto solo due dirigenti 'interni' – Paolino Santaniello e Carmine Lanzaro, pensionato anch'egli dall'amministrazione nel 2012 – mentre altri sei – Ufficio Tecnico e Ufficio Urbanistica gestiti in alternanza tra Giovanni De Sena e Gaetano Oliva, Ufficio Ragioneria con Cutolo in pensione ma 'richiamato' da Biancardi, Ufficio Tutela Ambiente e altri settori gestito da Felice Attilio Paolo Maggio (il cui figlio è consigliere comunale PDL a Nola), Ufficio Affari Legali gestito 'in tandem' (non come dirigenza ma come area di staff) da Pasquale Tudisco (cognato di Paolino Santaniello, dipendente comunale) e dall'esterno Claudio Renzulli, – sono stati incaricati direttamente dal sindaco Biancardi con atti sindacali e/o di giunta comunale; i dirigenti sunnominati, quindi, sono incaricati fiduciariamente dal Sindaco Biancardi; in tale situazione non si spiega il presunto conflitto tra amministratori e dirigenti considerando che è il sindaco a conferire (e a togliere, se vuole) gli incarichi.

Ai dirigenti sunnominati si aggiungono le posizioni di Gacinto Montazzoli, segretario generale (il segretario generale da norma controlla e coordina l'operato dei dirigenti) nominato nel 2009 su specifica indicazione dellì'on. Paolo Russo (quindi persona di fiducia dell'attuale amministrazione Biancardi), e di Giacomo Stefanile, dipendente comunale a cui sono state conferite negli anni diverse deleghe dirigenziali.

Chiariamo che anche per i dirigenti interni, il sindaco ha sempre avuto la possibilità di conferire o rilevare le deleghe dirigenziali. Il sindaco Biancardi ha infatti utilizzato tale prerogativa alcuni mesi or sono quando ha sottratto la quasi totalità delle deleghe dirigenziali a Paolino Santaniello.

Ciò implica che il sindaco Biancardi poteva effettuare tale operazione già in passato e non ha, fino a pochi mesi fa, voluto.

Altro aspetto che va' chiarito è quello che riguarda i rapporti politici tra amministratori e dirigenti. Il sindaco Biancardi è stato eletto nel 2009 con una coalizione di centro destra nella quale erano candidati un ex dirigente comunale, Salvatore Mazzocchi e il cugino del dirigente Paolino Santaniello, senza contare il figlio del già dirigente esterno Felice Maggio, candidato nel PDL.

Il sindaco Biancardi, quindi, una parte dei dirigenti ed ex dirigenti del comune di Nola li ha come compagni politici di coalizione fin dalla campagna elettorale. Avendo già chiarito che i dirigenti esterni sono persone di fiducia del sindaco Biancardi possiamo concludere che è risibile l'ipotesi sostenuta dal sindaco Biancardi e riverberata dai media a lui vicini (si vedano soprattutto gli articoli sul caso mandatopoli sul sito di VideoNola e su ilgiornalelocale.it) di conflitto tra un sindaco e dei funzionari da lui stesso nominati e sempre da esso rimovibili.

Non possiamo definire il comandante della polizia Municipale Carmine Lanzaro un dirigente 'contro' l'amministrazione quantomeno fino al 2011, anno in cui sono sorti dei 'conflitti' sulla gestione della Polizia Municipale - e di cui parleremo adeguatamente in seguito - che portarono al forzato (e presuntivamente illegittimo) pensionamento del dirigente nel 2012.

Restano quindi, nell'ambito della poco credibile teoria sui conflitti con i dirigenti 'interni', il caso specifico dell'unico dirigente interno rimasto che è Paolino Santaniello.

Anche in tale caso abbiamo chiarito che il sindaco Biancardi, volendo, avrebbe potuto sottrarre le deleghe dirigenziali a Santaniello già anni fa e non solo pochi mesi or sono. A ciò si aggiunga che lo stesso sindaco ha conferito al cognato di Santaniello, Pasquale Tudisco, l'incarico di responsabile (insieme all'esterno Renzulli) del delicatissimo ufficio contratti e contenzioso, l'ufficio cioè che si occupa della redazione dei contratti di appalto e/o affidamento e della gestione dei procedimenti giudiziari civili che formano i residui passivi di bilancio (oggetto del caso corruzione denominato 'mandatopoli').

Quello che possiamo dire è che, mentre da una parte vi erano in effetti un insieme di conflitti 'a bassa intensità', naturali in qualsiasi ambito politico, vi è d'altra parte una sostanziale solidità di rapporti tra amministrazione e dirigenti risalenti al 2004 (approfondiremo in seguito i rapporti tra l'attuale amministrazione e la precedente che sono in sostanza state gestite, pur con qualche avvicendamento, dalla stessa cricca dominata dall'onnipresente on. Paolo Russo), solidità basata non tanto e non solo su equilibri di carattere politico ma di un livello più profondo e meno evidente alla pubblica opinione.

Noi riteniamo che quel livello sia rappresentato dal 'sistema di gestione' cui tutti partecipano.

Ciò che 'ha fatto saltare l'equilibrio' è stato l'annuncio della eventuale candidatura a sindaco, alle prossime amministrative del 2014, del dirigente Santaniello, cosa naturalmente sgradita sia al sindaco Biancardi che allo stesso on. Paolo Russo.

Lo stesso avvio dell'inchiesta giudiziaria denominata 'mandatopoli' può essere interpretata come una conseguenza della incrinatura del sistema di equilibri che hanno garantito al 'sistema' di funzionare perfettamente fino a pochi mesi fa.

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