Venerdì, 14 Febbraio 2014 00:00

A Nola il Commercio è Defunto - la Crisi della Città frutto di complicità, incapacità e malagestione

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A Nola il Commercio è Defunto - la Crisi della Città frutto di complicità, incapacità e malagestione

Negli ultimi mesi il commercio nella città bruniana ha raggiunto una crisi ormai oggettivamente inarrestabile.

Non c'é nemmeno bisogno di verificare i dati presso l'ufficio commercio del Comune di Nola; basta camminare per le strade, soprattutto del centro storico, per accorgersi delle moltissime serrande abbassate che, fino a poco tempo fa, si aprivano su attività commerciali floridamente avviate da decenni.

Al di là delle argomentazioni sulla crisi economica globale, non si può non considerare quali siano stati, negli ultimi cinque anni, i gravissimi comportamenti da parte sia degli amministratori cittadini che delle organizzazioni degl operatori economici locali.

Individuare i problemi senza nemmeno interrograsi su eventuali responsabilità, errori e colpevoli atteggiamenti di disinteresse da parte dei soggetti responsabili non potrà portare alla pianificazione di interventi coerenti con il rilancio dell'economia della città dei gigli.

Ma a Nola si preferisce, troppo spesso e con esiti devastanti, assistere con complice omertà agli scempi e, solo a disastro compiuto, gridare in coro allo scandalo che poteva e doveva essere evitato o quantomeno contenuto nei suoi effetti.

Questa la 'parabola' dell'amministrazione Biancardi nei suoi cinque anni di gestione del Comune di Nola.

Appena insediatasi, proclamò la rinascita del centro storico e la riqualificazione delle periferie attraverso investimenti e progettualità finanziate dalla Regione.

Ma dopo cinque anni vogliamo solo chiedere all'amministrazione Biancardi cosa ne è stato del Progetto del Centro Commerciale Naturale, che doveva trasformare il centro storico nel 'salotto della città'?

Quali inziative concrete di rilancio del commercio ha avviato il Consorzio Infiniti, sorto su incentivo dell'amministrazione Biancardi e affidato ai commercianti 'amici' e rappresentanti di categoria Mazzeo e Ruggiero?

Quali vantaggi alle attività produttive hanno apportato i faraonici piani di lavori pubblici che hanno 'assorbito' le decine di milioni di euro di fondi pubblici spesi, portando anche il Comune a un forte indebitamento per 'investimenti' di cui non si riescono a vedere i frutti?

Ma ancora più incredibile è come sia possibile che molti in città, si spera in buona fede (e non per legami di varia natura con l'amministrazione Biancardi), continuano a negare una orrenda verità che ogni giorno è sotto gli occhi di tutti?

La crisi del commercio a Nola è un fallimento non di Biancardi, cui non si può certo attribuire l'intera responsabilità della gestione dell'amministrazione. Tale situazione è frutto di una serie di concause che vede molti colpevoli sotto aspetti diversi.

L'intera giunta comunale e i trenta consiglieri comunali sono, unitamente al sindaco Biancardi, parimenti colpevoli:

La maggioranza politica in città, in quanto ha concepito e poi progressivamente sostenuto gli interventi di pianificazione urbanistica operati dal sindaco;

Le opposizioni, civiche e politiche, responsabili di non aver mai sostenuto in alcun modo (e ci sono gli atti del consiglio comunale a dimostrarlo) le proteste e le grida di aiuto di tanti commercianti strangolati da una città invivibile che fin dal 2011 hanno risuonato nel palazzo cittadino e nelle strade di Nola.

Colpevoli sono quei commercianti che, per ragioni che è meglio non provare a spiegarci, hanno fatto da 'sponda' alle irrazionali e autodistruttive (per la Città) iniziative del Comune in ambito di viabilità e lavori pubblici, che hanno solo portato a uno spreco enorme di risorse pubbliche senza garantire alcun vantaggio alle attività produttive.

Ancora oggi, di fronte allo scempio di un centro storico deserto e delle periferie abbandonate, si affronta la questione solo come strumento di propaganda politica. Chiaccherano di tragedia le stesse persone, associazioni, media che negli anni hanno difeso gli interventi inutili e devastanti a cui solo pochi cittadini e commercianti coraggiosi hanno tentato di opporsi tra lo scherno e il disinteresse collettivo.

La maggioranza e i propri sostenitori nelle associazioni di cateopria sono giunti a un livello psicopatologico di negazione della realtà mentre le cosiddette opposizoni, dopo cinque anni di complice silenzio su tantissime illegalità compiute dall'amministrazione comunale, hanno la sfacciataggine di utilizzare la crisi del commercio e la battaglia per il Piano Traffico e la riqualificazione urbana come strumento di propaganda elettorale offendendo l'intelligenza e la memoria di chi, appena pochi anni fa, protestava a combatteva l'amministrazione Biancardi senza ricevere in consiglio comunale sostegno alcuno.

Appena un anno e mezzo fa, quando alcuni gridavano che certi interventi di pianificazione attuati dall'amministrazione comunale avrebbero trasformato diverse aree cittadine in deserto, si reagì con ironia e si accusò i 'critici' di fare propaganda politica sostenendo argomenti irragionevoli.

Oggi che la situazione ha mostrato la veridicità di quelle critiche, si usano le stesse argomentazioni (adesso davvero come strumento di propaganda politica) senza però né tentare di identificare le responsabilità né di proporre soluzioni.

Se davvero la questione commercio nella città di Nola sta a cuore ai nostri amministratori e ai rappresentanti consiliari, se ci sono ancora commercianti a Nola che vivono del proprio lavoro e hanno a cuore il futuro sviluppo economico della nostra cità, già oggi si cominci a discutere nella commissione annona e nel consiglio comunale, insieme agli operatori economici, quali potrebbero essere gli interventi urgenti per contrastare il disastro.

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