Domenica, 09 Novembre 2014 08:49

L'amministrazione Biancardi prima dilapida 5 Milioni di euro poi cerca di distruggere gli Alberi Secolari.

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L'amministrazione Biancardi prima dilapida 5 Milioni di euro poi cerca di distruggere gli Alberi Secolari.

Il video integrale della conferenza stampa sullo stato degli alberi secolari del Comune di Nola.

La situazione di danno riscontrata dal perito privato è diretta responsabilità della cattiva gestione del verde pubblico, quindi anche di Biancardi negli ultimi cinque anni.

Una amministrazione, quella di Biancardi, che dal 2009 al 2014 è stata capace di dilapidare più di CINQUE MILIONI DI EURO nel settore manutenzione del verde pubblico causando il degrado assoluto delle aree a verde e degli alberi secolari della città.

Ecco perché non ci fidiamo né di Biancardi né della sua amministrazione e chiediamo che le analisi sugli alberi secolari vengano effettuate da soggetti istituzionali esterni al comune e sotto il controllo delle associazioni nazionali ambientaliste e dei cittadini di Nola.

Come si può evincere dalla registrazione del suo intervento, il perito Cardiello nominato dal Vivaio Marrone, nell'esporre le risultanze della propria analisi fitopatologica e strutturale di una parte degli alberi secolari del Comune di Nola, ha classificato la maggior parte di essi a grave rischio crollo.

Le ragioni per il pessimo stato di salute degli alberi secolari riscontrato dal perito sono da addursi alla assoluta carenza di manutenzione, a traumi derivanti dall'esecuzione di lavori di rifacimento delle aree a verde, a operazioni di 'potatura' eseguite senza alcun criterio da parte delle imprese incaricate dal Comune di Nola.

Insomma, se la perizia del Vivaio Marrone dovesse risultare veritiera la totale responsabilità dello stato disastroso del patrimonio arboricolo del Comune di Nola è a carico delle amministrazioni comunali almeno degli ultimi dieci anni.

Quindi, per gli ultimi cinque anni, tale devastazione è diretta responsabilità del sindaco Geremia Biancardi, dell'assessore all'ambiente Luciano Parisi, dei dirigenti e funzionari responsabili del settore tutela ambiente del Comune di Nola.

Nel solo 2012 l'amministrazione Biancardi ha speso per il servizio parchi e tutela del verde una somma complessiva di 995 mila euro di cui 450.000,00 in acquisto di beni e 380.000,00 in servizi. Come è possibile che con tale spesa – che è simile per gli anni precedenti – non sia mai stato garantito un adeguato servizio di cura e tutela degli alberi del comune tanto che, stante alle parole del perito, si devono abbattere quasi tutti?

Al di là che le perizie del vivaio Marrone sbandierate (e non ancora mostrate) dal sindaco Biancardi e dall'assessore all'ambiente Luciano Parisi siano veritiere o no ci troviamo di fronte a un palese spreco di denaro pubblico per un servizio che praticamente non è stato reso rispetto alla tutela della flora arboricola.

Appare a dir poco ridicolo oltre che profondamente offensivo nei confronti della comunità locale che, dopo aver dilapidato in cinque anni una cifra approssimativa di DUE MILIONI DI EURO (l'intero settore è costato più di cinque milioni) solo in servizi di manutenzione del verde pubblico e causato un vero e proprio scempio del patrimonio ambientale della città di Nola, il sindaco Biancardi si permetta di dichiararsi dispiaciuto della situazione.

Ancora più paradossale è che il presidente del Forum Ambiente Area Nolana, Vincenzo Forino, pur contestando all'amministrazione Biancardi le dirette responsabilità gestionali in materia di manutenzione del verde, si sia poi seduto con lo stesso Biancardi a legittimare le illegalità (nelle procedure di assegnazione delle perizie al vivaio Marrone e nei conseguenti abbattimenti) della sua amministrazione.

Se l'amministrazione Biancardi è parte in causa nel disastro chi scrive, da ambientalista, non ritiene che si possa affidare alla discrezionalità dello stesso Biancardi e della sua amministrazione la valutazione sul taglio degli alberi secolari. Sarebbe come aiutare un assassino a occultare il corpo della propria vittima.

E, considerando la 'somma urgenza per motivi di sicurezza' (che dura però da quasi cinque mesi), la assoluta mancanza di trasparenza e la totale discrezionalità (perché commissionate ed eseguite da un privato nemmeno formalmente autorizzato) delle procedure di analisi, è naturale pensare che proprio di 'occultamento di cadavere' si tratti.

Gli alberi, una volta abbattuti, non possono più essere soggetti a ulteriori controlli.

Per tali motivi abbiamo richiesto con forza che le risultanze delle perizie del Vivaio Marrone fossero pubblicate e che comunque le stesse, essendo le perizie di un privato, non venissero considerate probanti per effettuare i tagli degli alberi.

Parimenti abbiamo richiesto che vengano commissionate nuove perizie da organi pubblici terzi e che tutto avvenga sotto il controllo degli organi istituzionali competenti come il Corpo Forestale dello Stato, delle associazioni nazionali ambientaliste e di tutti i cittadini interessati alla tutela del patrimonio forestale del Comune di Nola.

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