Martedì, 25 Novembre 2014 20:18

Cosa sono le prove SIM e come sono stati eseguiti i test sugli alberi secolari della villa comunale di Nola

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Cosa sono le prove SIM e come sono stati eseguiti i test sugli alberi secolari della villa comunale di Nola

NOLA - Lunedì 24 novembre sono state eseguite le prove SIA/SIM sugli alberi secolari del Comune di Nola.

Presenti in villa comunale il dott. Giuseppe Lo Giudice, esperto certificato per le prove SIA/SIM, il dott. Cardiello (poi andato via e assente per tutta la mattinata) perito del Vivaio Marrone nominato per la circostanza dal Comune di Nola, e Antonio Alfieri in rappresentanza dei cittadini e le associazioni presenti al presidio fuori alla villa comunale.

La presenza di un delegato dei cittadini, munito di videocamera per filmare tutte le procedure di test sugli alberi e registrarne i risultati, ha quantomeno garantito che le prove non causassero particolari danni agli alberi secolari della villa comunale.

Ma cosa sono le prove SIA/SIM e perchè tanti cittadini e ambientalisti non volevano che fossero eseguite?

E perché è stato così difficile poter ottenere l'accesso alla villa comunale per verificarne la regolarità diu esecuzione?

Le prove SIA/SIM, pur essendo dei test che verificano la solidità meccanica degli alberi, possono causare seri e irreversibili danni strutturali.

LE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO E I RISULTATI DEI TEST

Il link al nostro canale YouTube con il video delle prove sim.

Le prove SIA/SIM consistono in prove di flessione/torsione e oscillazione del fusto dell'albero.

Questo tipo di prove sono identiche a quelle che si praticano nell'edilizia.

Vengono utilizzate anche per controllare la stabilità delle pale eoliche rispetto al forza del vento. In pratica si lega alla parte alta del fusto dell'albero un cavo d'acciaio e 'si tira' – da una angolazione tale da non creare schiacciamenti sul fusto – con una notevole forza in una direzione per misurare sia quanto si piega il fusto (con degli strumenti applicati sulla corteccia chiamati 'flessometri') sia quanto si sollevano le radici (con strumenti che si attaccano alla base dell'albero e misurano l'inclinazione rispetto al suolo).

I dati raccolti vengono poi elaborati considerando il baricentro dell'albero (cioè la sua inclinazione e distribuzione di peso), e la resistenza al vento che è data da fattori come l'altezza dell'albero, la forma, il peso e la disposizione dei rami e dalla distribuzione del fogliame.

Normalmente si considera il vento massimo che spira nel luogo dove l'albero vive tenendo anche conto di tutte le barriere (edifici, altri alberi, colline, ecc.) che proteggono l'albero stesso.

Si può considerare una prova SIM come una prova di sradicamento dell'albero tirandolo con forza da un lato, di solito il più inclinato e/o più esposto alla forza del vento.

La procedura è infatti la stessa che si usa per abbattere le piante o, con un esempio facilmente comprensibile ai nolani, per buttare a terra un giglio.

Nel caso degli alberi della villa comunale di Nola sono state eseguite le prove di flessione/torsione su sei alberi secolari: il Cipresso Montezuma, i Pini delle Canarie e il Cedro del Libano, le specie più pregiate – di maggior valore ambientale ed economico – presenti in villa.

Per ogni test è stata effettuata una serie di tre/quattro tiraggi per avere dati il più possibile precisi.

Ad eseguire le prove uno dei maggiori esperti italiani nel settore, che al momento conta meno di una decina di tecnici, dott. Giuseppe Logiudice di Reggio Calabria.

I tecnici abilitati alle SIA/SIM sono molto pochi in Italia in quanto tali prove sono state (e sono ancora) fortemente avversate sia dagli ambientalisti che dagli agronomi in quanto prove di sradicamento.

Se viene applicata una forza consistente per un tempo prolungato nessun albero potrebbe resistere e verrebbe sempre parzialmente sradicato o completamente abbattuto.

Una volta sollevate le radici queste non potrebbero più essere interrate quindi le prove SIA/SIM, mentre da una parte sono utili a provare la resistenza di un albero al vento, dall'altra possono gravemente indebolirne proprio la stabilità. Il primo albero ad essere testato è stato il Cipresso Montezuma.

Parlando con il dott. Logiudice (che è da lodare per la correttezza e la professionalità mostrata) ci ringraziava di avergli segnalato che il Montezuma fosse albero monumentale protetto (della cosa non era stato informato né da Cardiello né da altri) poiché per alberi di specie protetta si preferisce imprimere una forza di tiraggio e una durata del tiraggio stesso non eccessiva proprio per evitare eventuali sradicamenti che poi comprometterebbero irreversibilmente la stabilità dell'albero, rendendo necessario l'abbattimento.

Il Montezuma, in quanto secondo Cardiello era l'albero a maggiore rischio crollo, è stato 'tirato' per quattro volte di seguito in due diverse direzioni.

Questo fa un totale di otto tiraggi complessivi.

La forza applicata al Montezuma ha raggiunto il valore massimo di 1.200 kg per un tempo massimo di 3 secondi.

Le prove di flessione del fusto hanno dato valore zero.

Le prove di sollevamento delle radici un valore massimo di 0,03 mm circa.

La stessa forza per la stessa durata è stata applicata a tutti gli altri alberi ottenendo gli stessi risultati.

L'aspetto più curioso riguarda uno dei Pini delle Canarie: albero notevolmente inclinato, e 'tirato' proprio dal lato inclinato per sondare la parte più a rischio, ha comunque registrato gli stessi margini minimi di flessione e sollevamento.

Praticamente immobile.

Fermo restando che i dati devono essere estrapolati considerando molti i fattori tra cui quelli prima riportati, si può però affermare senza timore di essere smentiti che il fusto del Montezuma, come tutti gli altri esaminati, è pressoché solido e le radici particolarmente salde.

Il dott. Logiudice, interrogato sia da chi scrive che dal responsabile comunale del procedimento su una sua impressione rispetto ai dati rilevati, pur concordando sulla solidità dei fusti e la saldezza delle radici in quanto dato evidente, ha preferito non pronunciarsi.

Quello che però Logiudice ha affermato è che la villa comunale di Nola si trova in mezzo a edifici che schermano gli alberi da gran parte dei flussi ventosi.

La stessa posizione dei vari alberi in uno spazio relativamente ristretto consente che questi di 'proteggano' a vicenda dalla forza del vento.

Alla luce dei risultati dei test possiamo giungere a due precise conclusioni:

1) senza nulla togliere alla serietà e alla professionalità del dott. Lo Giudice, se si fosse applicata una tensione magari pari o superiore a 2.000 kg (doppia rispetto a quella effettivamente applicata) per un tempo più o meno prolungato si sarebbe potuto facilmente verificare un sollevamento irreversibile delle radici causando agli alberi gravi e irreparabili danni;

2) le risultanze degli esami fitopatologici e le analisi su fusto e radici degli alberi di cui alle perizie di Cardiello sono palesemente smentite; probabilmente se Cardiello avesse eseguito i prelievi ed effettuato le misurazioni in presenza di soggetti terzi come avvenuto per le SIM forse le sue risultanze sarebbero state diverse. Sabato 29 ci sarà il sopralluogo di WWF e LIPU con l'agronomo dott. Palmisano.

Se il Comune rispetterà la norma in materia ci sarà consentito di effettuare nuove analisi e di avviare i dovuti interventi di cura degli alberi che, pur se ancora resistenti, sono comunque malati e hanno bisogno di urgenti e non rinviabili cure.

Dopo il sopralluogo del 29 presenteremo, insieme alle associazioni nazionali ambientaliste, una proposta per la cura degli alberi della villa comunale e il piano per il censimento di tutti gli alberi viventi a Nola.

Parimenti sarà presentata una proposta per garantire la sicurezza e l'incolumità dei cittadini che frequentano la villa comunale in modo da evitare ulteriori speculazioni sui 'crolli imminenti e asintomatici' (cioè in assenza di segni evidenti) strombazzati da Cardiello, da alcuni pseudo ambientalisti e dall'amministrazione a giustificazione degli abbattimenti.

La partecipazione democratica (forse) ha salvato gli alberi.

“Quando avrete inquinato l'ultimo fiume

pescato l'ultimo pesce tagliato l'ultimo albero

scoprirete solo allora che

non potete mangiare

il vostro denaro”

(Profezia degli indiani Cree)

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