Domenica, 02 Marzo 2014 21:33

Case Popolari e Speculazioni Edilizie a Nola - Prima Parte. Quando le emergenze sociali sono una scusa per fare affari.

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Case Popolari e Speculazioni Edilizie a Nola - Prima Parte. Quando le emergenze sociali sono una scusa per fare affari.

La storia del progetto per la costruzione dei 29 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica a via Masseria Sarnella.

Come la grave emergenza abitativa della città e la tutela degli interessi delle fasce deboli possano trasformarsi in paravento per nascondere loschi affari privati a scapito della comunità locale.

Un ulteriore esempio del sistema di interessi privati – rappresentati sia nella maggioranza di centrodestra che nella cosiddetta opposizione – che da anni hanno trasformato il territorio in terra di saccheggio, in questo caso cementificando un territorio già devastato dalle speculazioni e dagli abusi edilizi senza riguardo per i vincoli ambientali, archeologici e senza alcun interesse per la qualità della vita degli abitanti.

La storia delle case popolari a via Masseria Sarnella comincia nel lontano 2005.

Sulla scorta di una grave emergenza abitativa nella città di Nola, derivante dall'elevato importo dei canoni di locazione a fronte di una massiccia presenza di unità abitative sfitte, l'amministrazione comunale di Nola previde la possibilità di realizzare un nuovo intervento di edilizia residenziale pubblica a Nola.

Già nel momento in cui venne formalizzata la proposta per la realizzazione degli alloggi di ERP, cominciarono a nascere le prime polemiche. La stessa ubicazione dei nuovi interventi di edilizia abitativa pubblica fu oggetto di feroce discussione.

A via Masseria Sarnella insistono già due complessi di ERP denominati: cento alloggi, costruiti alla fine degli anni ottanta e altri 36 alloggi che sono stati consegnati nel 2004.

L'insediamento già presente a via Masseria Sarnella è contiguo al rione GESCAL e l'intero complesso delle case popolari, che ospita poco meno di diecimila persone, rappresenta una delle aree più degradate della città di Nola.

L'illuminazione stradale è carente e inadeguata, i marciapiedi sono sconnessi e in certi tratti inesistenti, non vi sono servizi pubblici di alcun tipo.

Già nel 2002, a fronte della grave situazione di abbandono in cui versava l'area, l'allora amministrazione Serpico varò un progetto di riqualificazione urbana dell'intero rione denominato Contratto di Quartiere. Progetto che ottenne il finanziamento della Regione Campania ma che poi non venne mai realizzato.

Successivamente, nel 2006, l'amministrazione Napolitano varò un nuovo progetto denominato Contratto di Quartiere II, anche quest'ultimo ottenne il finanziamento e anche in tal caso rimase un intervento irrealizzato.

I motivi per cui molti, tra cui chi scrive, all'epoca furono contrari non alla costruzione di nuove case popolari ma alla loro ubicazione a via Masseria Sarnella furono diversi e tutti ampiamente giustificati.

Proprio perchè il rione GESCAL di Nola rappresenta un'area già fortemente degradata, non sembrava opportuno allargare tale insiediamento che di fatto ghettizza da quasi quarant'anni le fasce deboli della comunità relegandole in un'area non integrata - e abbandonata - con il resto della città.

L'area di via Masseria Sarnella che venne individuata dall'amministrazione Napolitano era sì contigua alle case popolari già esistenti ma non servita da quelle che vengono definite opere di urbanizzazione.

Il nuovo insiediamento di 30 alloggi a via Masseria Sarnella avrebbe comportato la realizzazione di fogne, condutture idriche, rete elettrica, strade, marciapiedi e illuminazione pubblica senza contare l'arredo urbano.

La realizzazione, quindi, del nuovo insiediamento a via Masseria Sarnella, data l'assenza di opere di urbanizzazione preesistenti, comporta un costo più che triplo a carico della comunità rispetto alla sola costruzione degli alloggi.

Un'altra inquetante questione legata al nuovo progetto di alloggi ERP in via Masseria Sarnella era rappresentata dall'evidente probabilità che l'operazione comportasse una variante urbanistica (possibile su un'area vincolata proprio grazie alla scusa della pubblica utilità del progetto di ERP) che avrebbe reso edificabile tutta la fascia di territorio contigua all'insediamento, aprendo la strada a una enorme speculazione edilizia in un'area tra l'altro vincolata sia dalla presenza dell'alveo dei regi lagni sia dalla presenza di un sito archeologico che ospita un insediamento funerario di decine e decine di tombe risalenti all'epoca preromana.

Quando nel 2006 l'amministrazione Napolitano si fece approvare dalla Giunta Bassolino il finanziamento per la realizzazione dei 30 alloggi di edilizia residenziale pubblica a via Masseria Sarnella le iniziative di protesta e proposta di ubicazione in aree diverse da quella individuata portarono a diverse modifiche del progetto. Furono individuati siti già serviti dalle opere di urbanizzazione e pienamente integrati nell'area urbana.

Si propose anche di ubicare i nuovi alloggi nelle frazioni di Polvica e Piazzolla, aree che presentavano e presentano maggiori possibilità di ulteriore sviluppo urbano data la già pesante cementificazione (avvenuta in maniera selvaggia negli ultimi quarant'anni e sanata tramite gli innumerevoli condoni) dell'area di Nola centro.

Nonostante tali proposte rappresentassero notevoli vantaggi in quanto non ghettizzavano le fasce deboli ma le integravano nella comunità locale, non comportavano ulteriori costi per le opere di urbanizzazione e non necessitavano di varianti al Piano Regolatore (non aprivano, quindi, la strada a speculazioni edilizie), l'amministrazione Napolitano preferì non realizzare alcun intervento.

Proprio l'atteggiamento dell'amministrazione Napolitano orientato a realizzare sì le case popolari ma solamente se queste fossero ubicate in via Masseria Sarnella fu una ulteriore conferma dei dubbi espressi da diversi attivisti ambientalisti e sindacali – tra cui chi scrive – che temevano che l'emergenza abitativa fosse unicamente una scusa per realizzare una grossa speculazione edilizia in un'area vincolata cementificando ulteriormente il terriotorio della città.

Restava da capire quali fossero i particolari interessi, e i personaggi che si nascondevano dietro tali interessi, tali da riuscire a condizionare le scelte di una intera amministrazione comunale. Tali interessi sono divenuti negli anni sempre più palesi.

Con l'amministrazione Biancardi e gli atti amministrativi da essa realizzati rispetto al progetto delle case pololari, si è potuto verificare che gran parte dei sospetti sulla sussitenza di una operazione speculativa di rilevanti proporzioni fossero pienamente fondati. E, quando recentemente si è tornato a parlare delle case popolari proprio a via Masseria Sarnella è diventato chiaro un disegno la cui realizzazione è stata tenacemente perseguita per un decennio da chi, naturalmente, ha qualche interesse personale nella operazione speculativa.

Nella seconda parte della nostra inchiesta analizzaremo l'iter burocratico del progetto delle case popolari a via Masseria Sarnella e del piano di lottizzazione dei terreni contigui e tenteremo di scoprire quali siano gli interessi privati tra proprietari, progettisti, costruttori che si nascondono dietro l'operazione. 

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