Mercoledì, 23 Aprile 2014 08:40

I venti anni del Tribunale di Nola. Luci e (molte) ombre del presidio giudiziario. Prima Parte

Vota questo articolo
(3 Voti)
I venti anni del Tribunale di Nola. Luci e (molte) ombre del presidio giudiziario. Prima Parte

Lo scorso 14 aprile si è tenuta la celebrazione dei vent'anni dalla istituzione del Tribunale di Nola.

L'occasione del ventennale sarebbe dovuta essere anche un momento per analizzare la condizione dell'amministrazione giudiziaria di un Tribunale che ha presentato e presenta notevoli elementi di criticità sia strutturali che operative.

Nelle aree dove è forte il fenomeno della criminalità organizzata, la percezione della presenza dello Stato è particolarmente scarsa. Un presidio giudiziario dovrebbe rappresentare un elemento di rafforzamento della presenza dello Stato e delle Istituzioni.

Le molte ombre che hanno caratterizzato la storia del Tribunale di Nola hanno fortemente inficiato, in termini di percezione pubblica, la credibilità del presidio giudiziario.

In questa prima parte dell'approfondimento sulla storia del Tribunale di Nola analizzeremo le condizioni storiche in cui si svolse l'iter normativo per la sua istituzione e proporremo una ipotesi ragionata sui motivi politici che portarono alla sua istituzione.

Il Tribunale di Nola venne istituito con la Legge n° 125 del 11 febbraio 1992, quasi contemporaneamente alla istituzione dell'altro Tribunale della Provincia di Napoli: Torre Annunziata.

La proposta di Legge per la istituzione del Tribunale di Nola viene presentata in parlamento il 12 gennaio 1988 dai deputati: Raffaele Russo (primo firmatario), Filippo Carla, Guido D'Angelo, Francesco De Lorenzo, Giulio Di Donato.

Sul propositore della Legge, l'avv. Raffaele Russo, vale la pena di fare alcune considerazioni: uomo di fiducia del potentissimo sen. DC Antonio Gava, durante l'inchiesta giudiziaria che lo vide coinvolto con i vertici della DC campana (oltre a Gava furono inquisiti tra gli altri i senatori DC Patriarca e il nolano Vincenzo Meo) fece importanti rivelazioni sui legami tra la DC e la criminalità organizzata a partire dal caso del rapimento di Ciro Cirillo, liberato tramite una trattativa tra Stato e Brigate Rosse 'mediata' da Raffaele Cutolo.

Come molte iniziative istituzionali dell'epoca, anche la proposta di istituzione dei tribunali periferici venne a inserirsi nelle trame politiche campane degli anni ottanta che vedevano una continua lotta per l'accaparramento di posizioni di gestione e di strumenti per il controllo di clientele sempre più vaste soprattutto nell'ambito della provincia rispetto a Napoli città.

La stessa proposizione della istituzione del Tribunale di Nola emergeva, negli anni ottanta, da una discussione interna alla DC. Antonio Gava già alcuni anni prima aveva fatto avviare l'iter per la istituzione del Tribunale di Torre Annunziata che afferiva all'area stabiese dove il senatore era leader indiscusso.

La proposta della parallela istituzione del Tribunale a Nola venne effettuata a seguito di un accordo politico interno alla DC e alle altre forze del pentapartito per 'bilanciare' l'eccessivo potere che Gava avrebbe concentrato nell'area stabiese con la istituzione del Tribunale a Torre Annunziata. Bisogna anche ricordare che, dalla seconda metà degli anni ottanta, l'area nolana e quella stabiese erano i fulcri sia del potere politico campano sia di quello camorristico; tra Torre Annunziata e Nola vi erano i più potenti clan della Nuova Famiglia.

I nuovi tribunali periferici sarebbero sorti, quindi, in aree ad alta intensità del fenomeno camorristico e sarebbero quindi stati, fin dalla loro istituzione, 'tribunali di frontiera'.

Resta da chiarire quali potessero essere gli effetti politici della istituzione dei nuovi Tribunali periferici e quali quindi le ragioni che rendessero 'appetibile' sotto il profilo politico la realizzazione di tale progetto.

L'istituzione di un nuovo Tribunale avrebbe consentito la costituzione di un nuovo ordine forense, consentendo agli avvocati 'di provincia' di trovare spazi di rappresentanza più adeguati rispetto al foro di Napoli, naturalmente 'dominato' dai napoletani.

Parimenti sarebbero potuti sorgere nuovi Consigli di Ordine per tutte le categorie professionali (così come poi è accaduto) e in tale modo si sarebbe consentito, considerando il peso politico dei 'registi' della istituzione dei nuovi tribunali, la collocazione in posizioni di gestione e visibilità ai professionisti del territorio favorendo in tali ambiti le consolidate clientele localizzate in provincia (si pensi solo alle casse previdenziali autonome e alle commissioni esaminatrici per l'iscrizione agli albi professionali).

Si deve necessariamente, quindi, leggere la istituzione dei nuovi tribunali periferici anche in termini di gestione politica.

Ma certamente, ad avviso di chi scrive, non furono solo tali considerazioni a spingere la politica a realizzare l'iter per la istituzione degli stessi tribunali.

Alla fine degli anni ottanta era intensissimo il lavoro dei Pubblici Ministeri della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli rispetto al contrasto alla criminalità organizzata.

Basti pensare al maxi processo al clan Cutolo di pochi anni prima e alle indagini, delicate e complesse, sui rapporti camorra/politica emerse nella disamina del caso Cirillo.

Era ragionevole supporre che la istituzione di nuovi Tribunali in provincia di Napoli e la conseguente creazione di nuove Preture Circondariali (l'organizzazione delle Procure periferiche e delle Direzioni Distrettuali Antimafia sarebbero venute poi con le successive riforme della Giustizia) avrebbe differenziato gli ambiti di competenza territoriale sottraendo alla Procura (per le indagini) e al Tribunale (per i giudizi) di Napoli il 'monopolio' su molte inchieste che riguardavano la criminalità organizzata e i suoi rapporti con la politica.

Appunto in quegli anni vediamo come, mentre in Sicilia, sulla scorta delle esperienze di magistrati come Chinnici, Falcone, Borsellino e il cosiddetto 'pool antimafia', si procedeva ad un'opera di 'centralizzazione' delle inchieste sulla criminalità organizzata (fortemente osteggiata a livello di governo centrale e di CSM), in provincia di Napoli si tendeva alla loro parcellizzazione attraverso proprio la 'spinta parlamentare' alla istituzione delle strutture giudiziarie periferiche.

Gli effetti, in ambito di giustizia penale, della istituzione dei tribunali periferici divennero manifesti proprio negli anni novanta.

Il 1992 fu l'anno delle stragi di mafia in Sicilia in cui morirono in pochi mesi Falcone e Borsellino; fu anche l'anno in cui iniziò il periodo delle grandi inchieste sulla corruzione del mondo politico denominata Tangentopoli che portò alla caduta dell'ultimo governo Andreotti e alla fine di quella che fu definita la Prima Repubblica.

Alcuni tra gli ultimi atti parlamentari di quel periodo (verso la fine del Governo Andreotti) furono proprio la istituzione dei tribunali di Torre Annunziata e Nola che poi vennero effettivamente insediati nel 1994.

La istituzione dei tribunali periferici portò alla sollevazione di conflitti di competenza territoriale. Quando venne istruito il processo Alfieri + 77, la più grande inchiesta sulla criminalità organizzata in Campania che vide per la prima volta imputati camorristi, imprenditori e politici di alto livello, non vi furono quindi le stesse condizioni procedurali (pur essendo nel frattempo diventata più efficace la normativa sui reati di mafia) che si vissero ai tempi del maxi processo al clan Cutolo.

Difatti il processo derivante dalla maxi inchiesta della Procura di Napoli venne stralciato in molteplici filoni che vennero affidati, non senza i naturali conflitti per la impossibilità materiale ad individuare i 'luoghi' di compimento per reati che afferivano all'intero territorio provinciale e riguardavano una 'rete' interconessa di ambito regionale, per competenza territoriale ai vari tribunali della provincia.

L'insorgere di numerosi conflitti di attribuzione territoriale durante lo svolgimento dei processi e le lungaggini nel trasferimento dei fascicoli da un tribunale all'altro hanno portato, ed è una evidenza sostanziale a più di vent'anni dall'inchiesta, alle assoluzioni per prescrizione a carico di molti degli imputati in quei processi.

Gli effetti della compartimentazione delle competenze territoriali sui procedimenti penali in provincia di Napoli, non ha cessato negli anni di condizionale attività di repressione dei fenomeni criminali proprio nel territorio della provincia, dove (e ciò si evince dai documenti della Commissione Parlamentare antimafia risalenti alla fine degli anni novanta e inizio duemila) meno frequenti erano i fenomeni di turbamento dell'ordine pubblico (attentati a scopo estorsione, omicidi) e maggiore era il radicamento delle organizzazioni criminali negli enti locali con la susseguente attività di inquinamento di appalti e gestioni di servizi pubblici.

Devi effettuare il login per inviare commenti
Joomla SEF URLs by Artio

Donazione via PayPal

Articoli Correlati

  • Nola: gestione parcheggi sospesa da due settimane. Biancardi non riavvia il servizio. Gli abusivi invadono le aree di sosta.

    NOLA – La gestione delle aree di sosta del Comune di Nola è sospesa dal 01 giugno scorso per interruzione del servizio da parte del Consorzio Atena. Lavoratori licenziati, aree a parcheggio invase dagli abusivi. L'amministrazione comunale di Nola non riesce a riavviare il servizio. Nelle ultime due settimane il Comandante della Polizia Locale, Luigi Maiello, ha tentato di riaffidare il servizio a una delle imprese partecipanti alla gara d'appalto secondo il principio dello scorrimento della graduatoria. Un atto dovuto, secondo il Comandante, ma che non ha fin'ora consentito l'individuazione di un gestore, a causa delle condizioni di affidamento eccessivamente onerose. Nel frattempo Maiello e gli agenti della Polizia Locale combattono quotidianamente con gli abusivi che ormai occupano stabilmente le aree a parcheggio comunali. I lavoratori del servizio, oltre a essere licenziati da due settimane, non hanno ancora percepito gli stipendi del m ...
  • Gestione Parcheggi a Nola. Dal primo giugno servizio sospeso e lavoratori in protesta.

    NOLA – Domani (28 maggio) presidio di protesta al Municipio cittadino da parte degli ausiliari alla sosta del comune di Nola.

    Ancora in attesa del pagamento dello stipendio del mese di aprile, i lavoratori hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento a decorrere dal 01 giugno prossimo.

    Nonostante i lavoratori abbiano avviato da giorni lo stato di agitazione, l'ente comune di Nola a tutt'oggi ancora non riesce a garantire né il pagamento degli stipendi né la regolare prosecuzione del servizio da giugno in poi.

    Una gestione, quella del servizio di sosta a pagamento del Comune di Nola, gravata da una serie di criticità che ne hanno reso impossibile la gestione alle varie imprese che hanno vinto le gare d'appalto dal 2009 a oggi.

    La attuale situazione viene così riassunta da Antonio Alfieri, dirigente del sindacato autonomo Un.Si.L. che rappresenta i lavoratori dell'appalto:

  • Servizio Mense Scolastiche a Nola. I lavoratori da due mesi senza stipendio. Si va verso lo sciopero.

    NOLA – Annunciato lo sciopero degli addetti al servizio mensa del Comune di Nola. Il servizio, è gestito dalla società S.L.E.M., con sede a Sorrento. La società, già affidataria nell'ultimo triennio, ha poi vinto la gara informale nell'ottobre 2014 aggiudicandosi la gestione 'temporanea' nelle more dell'espletamento della gara triennale. La ditta S.L.E.M. vanta nei confronti del Comune di Nola crediti derivanti dalla gestione precedente (gennaio/giugno 2014). Sulla base di tale situazione l'impresa, senza tra l'altro comunicare mai formalmente tale condizione né all'Ente Comune di Nola né ai lavoratori, ha sospeso i pagamenti degli stipendi dal mese di dicembre scorso e non è intenzionata a pagare se non dopo l'incasso dei crediti vantati nei confronti del comune. Una situazione grave quella della gestione delle mense scolastiche che rischia di portare entro pochi giorni alla sospensione del servizio per la proclamata astensione dei l ...
  • Le condizioni di sicurezza e salubrità dei plessi scolastici a Nola. Una storia di soldi, di interessi privati, di indifferenza collettiva e di informazione falsata.

    Plesso Minieri chiuso per carenze igienico sanitarie. Dopo una settimana la vicenda sembra già dimenticata.

    Con la chiusura del plesso distaccato e la sistemazione delle aule nella sede principale del II Circolo “M. Sanseverino” la vicenda viene liquidata senza che nessuno si preoccupi di capire cosa sia effettivamente accaduto. Il sindaco di Nola Geremia Biancardi, nonostante la situazione, dichiara ancora pochi giorni fa che si sta valutando la rescissione del contratto di locazione per aule che ormai non vengono utilizzate.

    Ma la storia del plesso Minieri e la condizione di sicurezza e igienicità delle scuole di Nola è un po' diversa da come ce la hanno raccontata.

    È una storia di soldi, di interessi privati della solita cricca, di indifferenza collettiva e di informazione falsata.

  • Chiusura del plesso Minieri per carenze igienico sanitarie. Il 'mistero' delle aule insalubri e dei bambini in ospedale.

    Nola – È passata una settimana dalla notizia di alcuni bambini ricoverati in ospedale a seguito di una reazione allergica causata da carenze igienico sanitarie delle aule del plesso Minieri, struttura distaccata del II Circolo Didattico “M. Sanseverino”.

    La trattazione mediatica della vicenda è stata come al solito 'orchestrata', dagli organi di stampa locale, per spostare immediatamente l'attenzione della pubblica opinione dallo stato di salubrità e di sicurezza degli edifici scolastici al problema aule per scongiurare i doppi turni. Risolto quello, il problema sembra archiviato.

    Una vicenda, quella degli alunni finiti in ospedale che presenta molti aspetti ancora non chiariti. Non sappiamo cosa abbia effettivamente nuociuto ai bambini, quali ne siano state le specifiche cause, quali le eventuali responsabilità – tecniche e politiche – di un caso che poteva provocare altri e ben maggiori danni ai piccoli nolani del II Circolo.

Sostieni AreaNolana.org

Accesso Utenti