Venerdì, 24 Ottobre 2014 08:00

Le condizioni di sicurezza e salubrità dei plessi scolastici a Nola. Una storia di soldi, di interessi privati, di indifferenza collettiva e di informazione falsata.

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Le condizioni di sicurezza e salubrità dei plessi scolastici a Nola. Una storia di soldi, di interessi privati, di indifferenza collettiva e di informazione falsata.

Plesso Minieri chiuso per carenze igienico sanitarie. Dopo una settimana la vicenda sembra già dimenticata.

Con la chiusura del plesso distaccato e la sistemazione delle aule nella sede principale del II Circolo “M. Sanseverino” la vicenda viene liquidata senza che nessuno si preoccupi di capire cosa sia effettivamente accaduto. Il sindaco di Nola Geremia Biancardi, nonostante la situazione, dichiara ancora pochi giorni fa che si sta valutando la rescissione del contratto di locazione per aule che ormai non vengono utilizzate.

Ma la storia del plesso Minieri e la condizione di sicurezza e igienicità delle scuole di Nola è un po' diversa da come ce la hanno raccontata.

È una storia di soldi, di interessi privati della solita cricca, di indifferenza collettiva e di informazione falsata.

La vicenda comincia nel lontano 2011 quando il Comune di Nola – sindaco era l'imperturbabile Biancardi e assessore alla Pubblica Istruzione il noto Rino Barone – a seguito di bando pubblico, affitta dei locali di proprietà di Gaetano Minieri (di Villa Minieri) per ospitare delle classi del II Circolo “M. Sanseverino”.

Già sulle modalità di individuazione dei locali da utilizzare ad uso aule scolastiche vi sono parecchie perplessità in quanto la norma di riferimento sulla adeguatezza strutturale dei plessi scolastici prescrive che essi devono essere ubicati o al piano terra (per le materne) o al massimo al primo piano e che gli stessi devono avere determinati requisiti di spazio sia interno che esterno in rapporto ad alunni e insegnanti.

Già all'epoca, chi scrive propose di ubicare la materna nei locali che ospitano il Circolo della Caccia in Corso Tommaso Vitale, locali di proprietà comunale che sono da anni occupati da un circolo ricreativo privato che, per ragioni ignote a chi scrive, non si riesce a sfrattare.

Lo stesso plesso “M. Sanseverino”, ad una analisi delle condizioni strutturali dell'edificio, sembra a stento soddisfare i requisiti minimi previsti dalla norma. A maggior ragione ci sembra paradossale che gli uffici preposti dell'ente Comune di Nola siano andati ad identificare per la locazione dei locali siti in un edificio non soddisfacente i requisiti minimi e senza alcuno spazio esterno per le attività ludiche. Locali tra l'altro di proprietà del noto proprietario di Villa Minieri (nonché presidente del Circolo G. Bruno) che può vantare forti legami personali e familiari con esponenti sia del centrodestra che del centrosinistra locale.

Parimenti alla carenza dei requisiti strutturali c'è da evidenziare che la struttura locata dovrebbe essere stata autorizzata alla destinazione di aule didattiche anche a seguito di controlli sulla sicurezza, salubrità e igienicità dei locali. Autorizzazioni i cui controlli sono in capo sia agli uffici comunali competenti che al dipartimento di Igiene e Sicurezza dell'ASL NA3 SUD e che al momento non sono ancora stati resi pubblici dall'ente comune di Nola.

Ultimo aspetto oltremodo inquietante è che non è affatto vero che non si era a conoscenza della situazione di carenze in termini di sicurezza dei plessi scolastici del Comune di Nola.

Appena pochi mesi fa si è conclusa una inchiesta della Procura della Repubblica di Nola sulla mancanza dei requisiti di sicurezza delle strutture scolastiche di competenza comunale. A seguito di tali procedimenti il dirigente al personale del Comune di Nola – pur non avendo dirette responsabilità rispetto ai dirigenti alla Pubblica Istruzione e all'Ufficio Tecnico comunale e agli stessi tecnici ASL – ha dovuto pagare una ammenda per ogni singola violazione, segno questo che le carenze in termini di sicurezza sussistevano appena pochi mesi fa.

Ciò che ci appare paradossale è come sia stato possibile che la Procura della Repubblica di Nola nella persona del sostituto procuratore incaricato dell'indagine, nell'accertare la violazione dei requisiti di sicurezza, tra l'altro a carico di un dirigente non direttamente responsabile delle stesse irregolarità, non abbia provveduto a verificare in sede di indagine la sussistenza dei requisiti strutturali e igienico sanitari soprattutto per quelle strutture non di proprietà comunale. E come è possibile che sia il Sindaco di Nola, Geremia Biancardi sia i dirigenti scolastici - i quali non potevano non essere a conoscenza dell'inchiesta che aveva accertato la mancanza dei requisiti di sicurezza - non si siano preoccupati di verificare la sussistenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge?

In verità la responsabilità di non avere segnalato le condizioni di rischio cui erano soggetti gli alunni e gli operatori delle scuole materne ed elementari di Nola non è solo dell'amministrazione comunale di Nola ma anche della stessa opposizione in consiglio comunale.

Alcuni mesi fa, appena dopo il primo turno delle elezioni amministrative, AreaNolana.org pubblicava un articolo nel quale identificava un conflitto di interessi dell'avv. Maria Franca Tripaldi in quanto difensore di un dirigente comunale indagato per reati contro la Pubblica Amministrazione.

Vedi articolo: Mariafranca Tripaldi: a difesa dei cittadini o dei dirigenti del Comune di Nola? Il conflitto di interessi tra l'avvocato e il politico. 

Il caso cui ci riferivamo era proprio quello relativo alla mancanza dei requisiti di sicurezza dei plessi scolastici comunali. Quindi l'avv. Tripaldi, già prima di sedere nei banchi del consiglio comunale, era a conoscenza della sussistenza di fattori di rischio per gli alunni e gli operatori delle scuole materne ed elementari di Nola. Che l'avv. Tripaldi avesse precise informazioni sullo stato dei plessi scolastici del Comune di Nola era intuibile già in campagna elettorale quando il candidato sindaco del centrosinistra, unico tra i suoi concorrenti, aveva pubblicato un comunicato stampa in cui sollevava il problema della sicurezza nelle scuole.

Perché nessuno che sapeva prima ha parlato? Perché si è preferito tacere su una condizione nota a molti mettendo così a rischio la salute dei bambini?

Il sindaco sapeva ma non è intervenuto venendo come al solito meno ai suoi doveri di buon amministratore comunale.

D'altronde sono numerosi i casi di omissioni e illegalità compiute durante i cinque anni di amministrazione Biancardi, basti solo pensare all'inchiesta penale a carico dell'assessore Rino Barone proprio per vicende legate alla manutenzione dei plessi scolastici avvenute durante la prima amministrazione Biancardi.

È naturale che di fronte a proprie responsabilità rispetto alle mancate verifiche e controlli il sindaco cerchi di minimizzare tale vicenda.

Ma anche l'avv. Tripaldi, che dovrebbe essere uno dei leader della opposizione in consiglio, qualcosa sapeva o almeno poteva sospettare!

Eppure ha difeso il dirigente coinvolto nell'indagine e non ha denunciato (per quanto è a conoscenza di chi scrive) la condizione dei plessi scolastici dai banchi del consiglio comunale prima dell'inizio dell'anno scolastico. E adesso la stessa consigliera si assume la rappresentanza dei genitori dei bambini che avrebbe potuto tutelare sicuramente meglio intervenendo per la messa a norma o la chiusura preventiva delle strutture inadeguate.

Alla luce di tali circostanze, si spiega facilmente la presa di posizione del Sindaco Biancardi sulla strumentalizzazione politica della vicenda. Chi sapeva prima è meglio adesso abbia la decenza di star zitto.

Considerando poi che molte delle illegalità compiute dalla amministrazione comunale non sono mai venute alla luce proprio grazie alla connivenza delle cosiddette opposizioni è naturale che il sindaco si permetta di richiamare all'ordine anche i consiglieri di opposizione.

È una questione di corresponsabilità.

Ciò che più temiamo è che la vicenda cada nel solito dimenticatoio e che non emergano le responsabilità del Comune, il cui assessore dell'epoca è attualmente indagato per reati contro la Pubblica Amministrazione proprio rispetto a questioni legate ai plessi scolastici comunali, e di coloro che erano preposti alla verifica delle condizioni di sicurezza e di salubrità e igienicità.

È vergognoso, a opinione di chi scrive, che le commistioni e gli interessi privati tra maggioranza e opposizione nonché le forti collusioni tra potere politico e autorità inquirenti abbiano prima messo a rischio la salute dei nostri bambini e poi stiano “insabbiando” una vicenda che solo per un caso fortuito non ha portato danni più gravi.

AreaNolana.org, ancora in attesa dell'accesso alla documentazione sulla sicurezza e igienicità dei plessi scolastici, provvederà a presentare una dettagliata denuncia all'Autorità Giudiziaria chiedendo che vengano accertate le precise responsabilità soprattutto per evitare che casi simili possano ripresentarsi in futuro.

Invitiamo i genitori a fare altrettanto senza farsi strumentalizzare o rappresentare o asservire da personaggi che sono parte del sistema che causa tali disastri. Questo non per l'interesse politico o economico di una parte ma nel nome del diritto alla sicurezza dei propri figli.

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